Chi sono

Sono Giulia, abito in un piccolo paesino in provincia di Mantova sulla riva del fiume Po. Qui mi concedo lunghe passeggiate tra argine e bosco, senza però smettere di sognare il mare.

 

Dargilla è il mio piccolo universo, dove i miei pensieri prendono vita. La mia attività è cresciuta lentamente e timidamente, proprio come me!

L’arrivo di mio figlio Leonardo nel 2011 mi ha fatto capire che la ceramica non era solo “divertimento” ma volevo vivere di questo.

Sono una persona molto riservata, non amo stare sotto i riflettori e vorrei che fossero i miei oggetti a parlare di me e per me. Il mio lavoro mi rispecchia: le mie ceramiche arrivano dritte al cuore con delicatezza, gentilezza e senza fare rumore.

Il mio percorso inizia all’Istituto d’Arte P. Toschi di Parma quando ho conosciuto e toccato per la prima volta l’argilla. La materia di studio, ai tempi, si chiamava “plastica” e ho avuto la fortuna di incontrare un insegnante eccezionale. Poi è arrivato il primo corso di tornio alla scuola di Montelupo Fiorentino in Toscana e in seguito tante esperienze diverse, tanti inevitabili sbagli e moltissimo impegno, anche come autodidatta.

 

La mia formazione è passata anche attraverso i laboratori con i bambini, un capitolo per me importantissimo perchè con il loro sguardo leggero sul mondo i bambini sono stati per me fonte preziosa d’ispirazione e divertimento.

Al di là della mia formazione scolastica ho sperimentato negli anni varie tecniche diverse, tra cui la ceramica raku, di cui amo l’unicità e irripetibilità del pezzo finito e gli incredibili effetti del colore.

Argilla, la mia materia

Adoro l’argilla perché si trasforma

tra le tue mani: la plasmi mentre è plastica, si asciuga e si indurisce diminuendo di volume e nella cottura si trasforma e cambia nuovamente, diventa impermeabile, puoi dipingerla e renderla esattamente come l’avevi immaginata. La sua versatilità e le infinite possibilità che offre me ne hanno fatto innamorare al primo incontro.

Mi accompagna da sempre una sorta di attrazione per le miniature. Da bambina avrei potuto perdermi per ore a osservarne i dettagli quasi impercettibili,  realizzati con maestria. La cura e l’attenzione necessarie a ottenere un risultato perfetto, la pazienza, la dedizione mi incantavano. Piccoli particolari al tempo stesso romantici e malinconici. Ho sognato di rinchiudermi in un piccolo mondo tutto mio per osservare il mondo da un punto di vista differente. In questo mondo sospeso prendono vita le mie storie, da leggere proprio come miniature, e qui nascono i miei oggetti, che una volta ultimati mi riportano con i piedi per terra.

In sospeso tra le nuovole mi è sempre piaciuto fantasticare e sognare un mondo fatto di piccole bellezze.
Per questo faccio della cura dei dettagli il mio tratto distintivo.

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